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Gli affreschi raffiguranti Galatea e Polifemo al Museo Archeologico di Napoli in Italia
Polifemo e Galatea, Pompei
Affresco - Pigmenti ad acqua su intonaco (59 x 65 cm) 45-79 a.C.Galatea era una divinità marina, appartenente alla famiglia delle Nereidi, che apparivano sotto forma di magnifiche creature che personificavano un aspetto della superficie del mare.

Polifemo e Galatea Polifemo era un gigantesco ciclope che viveva in una caverna vicino all'Etna.
Si era innamorato perdutamente di Galatea, che lo evitava a causa della sua bruttezza e della sua crudeltà.
Catturava e divorava i marinai che sbarcavano in Sicilia; sopra i tre personaggi, si intravede Ulisse, che porrà fine a questa orribile abitudine accecandolo con un palo prima di fuggire dalla sua caverna.
L'affresco si ispira probabilmente alle Metamorfosi di Ovidio, dove Scilla ascolta Galatea che le racconta come Polifemo avesse ucciso colui che lei amava dopo aver tentato invano di sedurla suonando il flauto e cantandole la sua passione.

Polifemo e Galatea Polifemo aveva curato il proprio aspetto e si era addolcito grazie all'amore; che è raffigurato seduto su una roccia, coperto solo da una pelle di animale, con le gambe incrociate e il bastone da pastore tenuto con noncuranza, nell'atteggiamento riflessivo di un poeta ispirato.
La dolce Galatea è in piedi dietro di lui con un ventaglio in mano, in compagnia di Scilla vestita di viola che mostra la pelle dell'animale ucciso dall'autore di queste belle parole:
«Tu sei più bianca, Galatea, dei petali nevosi del ligustro, più fiorita dei prati, più slanciata dell'ontano, più brillante del cristallo, più giocosa del capretto, più liscia della conchiglia levigata incessantemente dalle onde, più deliziosa del sole in inverno, ecc.»
Ovidio - Le Metamorfosi
Poi cerca di convincerla elencando le sue ricchezze e supplicandola, invano.
Si vendicherà lanciando una roccia sul povero Aci, l'amato di Galatea.
Aci, Galatea e Polifemo, Ercolano
Affresco - Pigmenti ad acqua su intonaco (37 x 57 cm) 50-20 a.C.La scena raffigura l'amore di Aci e Galatea minacciato dal ciclope Polifemo, secondo il racconto del poeta latino Ovidio.

Aci, Galatea e Polifemo A sinistra, Aci il pastore è inginocchiato e si gira tendendo il braccio verso il bel corpo di Galatea seduta sulla roccia bianca.
Il semplice telo teso sopra di loro per proteggerli dal sole e lo sfondo blu offrono l'immagine di un idillio che si svolge all'aria aperta, alla presenza delle statue delle divinità a destra; quella di Priapo in piedi su un piedistallo è la più vicina alla coppia.
Galatea amava Aci, figlio di Fauno e di una ninfa.
«Aci era la gioia dei suoi genitori e, ancora di più, la mia; poiché era l'unico che fosse riuscito a piacermi.
Era bello, aveva sedici anni e una leggera peluria si intravedeva appena sulle sue guance delicate.
Senza tregua, io seguivo i suoi passi, e il Ciclope i miei.»
Ovidio - Le Metamorfosi
Dopo aver tentato invano di sedurre Galatea, l’orribile Ciclope antropofago che disprezzava gli dei dell’Olimpo decise di uccidere Aci.
Il mostro geloso era riuscito a sorprendere gli amanti: la sua testa deforme appare qui a destra sotto forma di un enorme massacro con un albero al centro del volto proteso verso di loro.
Galatea raccontò il tragico seguito:
«Vi vedo, ci grida, farò in modo che questo appuntamento d'amore sia per voi l'ultimo.»
Ovidio - Le Metamorfosi
Galatea, la Nereide, era fuggita tuffandosi nel mare lì vicino, mentre il Ciclope inseguiva Aci che gridava: «Venite in mio soccorso, o miei genitori» !
Polifemo scagliò un masso che schiacciò lo sfortunato Aci, sotto lo sguardo inorridito di suo padre Fauno, raffigurato separatamente, a destra.
Gli amori di Polifemo e Galatea, Casa Capitelli Colorati, Pompei

Polifemo e Galatea Affresco - Pigmenti a base d'acqua su intonaco - 1-50 d.C.
A differenza del racconto di Ovidio, Galatea abbraccia appassionatamente il Ciclope invece di fuggirlo.
Polifemo tiene finalmente tra le braccia la donna dei suoi sogni che è riuscito a sedurre cantando e suonando il flauto.
L'abito di Galatea scivola lungo il suo corpo dalla pelle chiara che contrasta con quella scura del suo amante.
Polifemo è un pastore abituato a cacciare le bestie selvagge che minacciano le sue greggi.
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