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Il Gabinetto Segreto ed Erotico del Museo Archeologico di Napoli in Italia

Scena erotica con atto sessuale La sala segreta del Museo Archeologico di Napoli ci mostra una sintesi degli affreschi, degli oggetti e delle sculture più rappresentativi dell'erotismo e della sessualità a Pompei ed Ercolano.
Le pareti delle case, e in particolare quelle delle stanze più piccole, erano spesso decorate con affreschi a carattere amoroso, ma anche sessuale.
La mitologia occupava un posto importante, con satiri, fauni e divinità come Pan, Priapo e Bacco, accompagnati da ninfe e baccanti in atteggiamenti molto voluttuosi.
Queste scene d'amore, erotiche, graziose e allegre ci mostrano che il sesso non aveva alcun carattere vergognoso duemila anni fa a Pompei.
Gli dei romani e greci rappresentavano l'antitesi delle grandi religioni monoteiste in materia di libertà sessuale.

Europa sul toro Zeus passava il tempo a corteggiare le ragazze, proprio come la maggior parte degli altri dei.
La morale si esprimeva allora solo attraverso Era, la moglie di Giove, i cui attacchi di gelosia si concretizzavano in punizioni inflitte alle povere fanciulle sedotte e rapite contro la loro volontà dal marito infedele.
La ricchezza degli abitanti di Pompei ed Ercolano permetteva l'esistenza di numerose taverne dove il vino locale, piuttosto forte, contribuiva all'allegria degli abitanti dopo la giornata di lavoro, un relax che includeva i piaceri sessuali, senza vincoli morali, poiché la pudicizia non sembrava far parte delle virtù dell'epoca.
L'amore era associato alla virilità, simboleggiata da «il membro santo».

Sessi in erezione Un membro infallibile e sacro, brandito con orgoglio come quei falli di pietra incastonati nelle pareti esterne di alcune dimore di notabili, accanto alla porta d'ingresso.
Il fallo era considerato una potenza divina che presiedeva all'imene, alla fecondazione, e che portava fortuna.
Questo culto del fallo era legato al mito del dio egizio Osiride, la cui moglie Iside possedeva un importante tempio a Pompei.
Le donne sterili portavano al collo piccoli falli di pietra o di bronzo e, nei templi di Priapo, ci si inginocchiava davanti ai falli.

Mercurio, insegna di negozio Si dice addirittura che in alcune feste si sacrificasse a Priapo la verginità di una ragazza, che veniva fatta sedere sul sesso della statua del dio, dove doveva rimanere fino al compimento desiderato.
Questa atmosfera religiosa e popolare, in cui la fertilità e l'erotismo si mescolavano senza vincoli morali, ha dato origine a questi affreschi, sculture e oggetti di uso quotidiano a carattere sessuale che sono stati ritrovati a Pompei ed Ercolano.
Naturalmente, ciò non significa che gli abitanti di Pompei ed Ercolano trascorressero il loro tempo in orgie continue; ma è noto che la maggior parte dei bar e ristoranti dell'epoca poteva servire ai propri clienti ben altro che cibo, senza contare i numerosi bordelli presenti in queste città, in numero ben superiore rispetto all'antica Roma.
Le pratiche sessuali raffigurate negli affreschi, sebbene prevalentemente di natura bisessuale, mostrano anche alcune scene omosessuali, nonché nani che partecipavano naturalmente ai piaceri erotici dell'epoca.
Benvenuti a Pompei ed Ercolano!
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