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La Galleria Borbonica, il Tunnel dei Borboni a Napoli, in Italia
La Galleria Borbonica è un antico tunnel scavato nel 1853 per ordine del re Ferdinando II di Borbone.
La Galeria Borbonica - Tunnel dei Borboni L'interesse della visita va ben oltre questo richiamo alla storia, poiché le gallerie collegate al tunnel attraversano anche parti dell'antico acquedotto di Napoli dove si trovano ancora le cisterne d'acqua che rifornivano i palazzi situati sul monte Pizzofalcone, sotto il quale fu scavata la galleria Borbonica.
Entrando nella galleria, si rimane stupiti davanti alle dimensioni imponenti delle sale che si aprono davanti a noi, tutte scavate a colpi di piccone nella roccia di Napoli.
Ci si sente davvero piccoli visitando le parti più imponenti, sotto il loro soffitto alto dodici metri!

La Galeria Borbonica - Tunnel dei Borboni L'associazione che ha valorizzato questo Gioiello della storia di Napoli ha creato dei percorsi di visita che attraversano immense sale allestite nel corso dei secoli, e che passano davanti alle antiche cisterne d'acqua magnificamente illuminate.
Siamo sottoterra, eppure ci si sente a proprio agio; tutto è perfettamente organizzato e la qualità delle guide che accompagnano la visita alle gallerie è eccellente: sono accoglienti e sanno immergerci nella storia di questo luogo unico.
Un unico rimpianto: lasciare la sorprendente Galleria Borbonica dopo la nostra visita!
La storia della Galleria Borbonica
L'origine della Galleria Borbonica è politica.
La Galleria Borbonica Erano previste due gallerie parallele, una in direzione del palazzo reale e l'altra proveniente da esso.
L'interno di ciascuna di queste gallerie avrebbe dovuto misurare 12 metri di altezza e larghezza.
Si può immaginare la portata e i costi di un'impresa del genere a quell'epoca, in cui gli operai dovevano scavare a colpi di piccone.
La maggior parte del tunnel è stata scavata nel tufo che costituisce la maggior parte del suolo di Napoli.
Ma in alcuni punti si incontrava una roccia più dura.

La Galeria Borbonica - Tunnel dei Borboni Erano previste due gallerie parallele, una in direzione del palazzo reale e l'altra proveniente da esso.
L'interno di ciascuna di queste gallerie avrebbe dovuto misurare 12 metri di altezza e larghezza.
Si può immaginare la portata e i costi di un'impresa del genere a quell'epoca, in cui gli operai dovevano scavare a colpi di piccone.
La maggior parte del tunnel è stata scavata nel tufo che costituisce la maggior parte del suolo di Napoli.
Ma in alcuni punti si incontrava una roccia più dura.

La Galeria Borbonica - Tunnel dei Borboni Infine, bisognava tenere conto delle cisterne d’acqua collegate agli acquedotti sotterranei che occupavano questa parte del sottosuolo della città per rifornire i grandi palazzi.
È stata scavata solo una delle due gallerie previste: quella che partiva da via Pace, oggi via Domenico Morelli, prima dell’interruzione dei lavori nel 1855 a causa delle insufficenti risorse finanziarie e delle numerose difficoltà tecniche incontrate man mano che si procedeva con lo scavo del tunnel.
Il tunnel trovò la sua utilità durante la Seconda Guerra Mondiale fungendo da rifugio per i napoletani durante i bombardamenti della città.

La Galeria Borbonica - Tunnel dei Borboni Tra 5.000 e 10.000 napoletani vi trovavano rifugio ad ogni allarme.
Per accogliere un numero così elevato di persone, vi furono effettuati lavori di adeguamento, servizi igienici, elettrificazione, ecc., al fine di garantire una migliore accoglienza ai rifugiati.
Dopo la guerra, i miglioramenti apportati al tunnel trovarono un'altra destinazione.
Dalla fine della guerra fino agli anni '70, la galleria Borbonica è stata utilizzata come deposito giudiziario comunale : essenzialmente per custodire auto e moto sequestrate.

La Galleria Borbonica Ma, con il passare degli anni, i veicoli che non venivano mai reclamati dai proprietari che non potevano, o non volevano, pagare la multa, cominciarono ad accumularsi.
Per risolvere il problema di queste auto abbandonate che occupavano sempre più spazio, si trovò una soluzione di comodo : impilarle man mano una sopra l'altra.
Era meno costoso che portare fuori dal tunnel quelle carcasse fuori uso per le quali si sarebbe dovuto trovare una discarica a Napoli o nei dintorni.
Sono stati proposti diversi progetti, uno più stravagante dell'altro, per dare una nuova vita al tunnel.
Uno di questi consisteva nel trasformare il tunnel in un luna park acquatico dell'orrore, visitabile a bordo di treni-barche.

La Galeria Borbonica - Tunnel dei Borboni Un altro progetto prevedeva di realizzare un edificio di cristallo scavando nella roccia fino al livello della strada per illuminare il tunnel tramite una torre di vetro.
Infine, e in modo decisamente più realistico, fu costruito un parcheggio sotterraneo all'ingresso del tunnel, che esiste ancora oggi.
Ma la storia del tunnel Borbonica non era finita.
Nel 2007, i geologi che stavano effettuando dei prelievi nella galleria scoprirono un passaggio che si apriva su una grande cavità.

La Galeria Borbonica - Tunnel dei Borboni Si è scoperto che questo passaggio era utilizzato nel XVII secolo dai pozzi incaricati della manutenzione dell'acquedotto sotterraneo che passava da lì.
Questa scoperta ha dimostrato l'importanza storica del tunnel che aveva ripristinato l'accesso alle cisterne costruite tra il 1627 e il 1629 per essere collegate all'antico acquedotto di Napoli.
È così che è nata l'associazione culturale “Borbonica Sotterranea”, che, dopo molti anni di impegno, ci permette oggi di visitare il tunnel Borbonica per la nostra grande gioia.
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