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Gli affreschi ritrattistici del Museo Archeologico di Napoli in Italia
La poetessa Saffo, Pompei, VI Insula Occidentalis
Affresco - Pigmenti ad acqua su intonaco (37 × 38 cm) 55-79 d.C.Questo bellissimo affresco, che raffigura La poetessa Saffo, simboleggia la creazione.

La poetessa Saffo Mostra il momento in cui il poeta o lo scrittore, perso nei suoi pensieri, cerca le parole che meglio li esprimono.
L'istante successivo sarà quello della nascita di quelle parole che prenderanno vita sulla tavoletta di cera.
Questo ritratto assomiglia davvero alla famosa poetessa Saffo?
Non lo sappiamo, ma sembra poco probabile che questa pittura corrisponda ai tratti della famosa Saffo.
L'oggetto di quest'opera non è Saffo, ma piuttosto il momento creativo che lei incarna.
La giovane donna è raffigurata con lo sguardo perso nei suoi pensieri, in una dolce concentrazione sottolineata dalla presenza del suo stilo delicatamente appoggiato alle labbra.
L'acconciatura riccia e il reticolo che trattiene i capelli, come era di moda durante il regno dell'imperatore Nerone, così come gli orecchini d'oro sono lì per sottolineare la bellezza della giovane donna, ma anche il suo rango sociale.

La poetessa Saffo Perché la sua vera bellezza, quella che si intuisce senza vederla, è interiore.
Questo tipo di rappresentazione di Saffo era molto popolare nel mondo romano e servì da modello per molti altri ritratti.
Lo si può osservare anche nei due affreschi qui sotto, quelli delle due ragazze, così come nel famoso ritratto di Terentius Neo e di sua moglie.
Infatti, i due affreschi mostrano lo stesso atteggiamento nelle giovani donne: occhi spalancati, uno stilo appoggiato sulle labbra e, in una mano, una tavoletta di cera.
Nel caso di Saffo, si tratta del tetraptico, composto da quattro tavolette sovrapposte.
Giovane ragazze, Ercolano
Affresco - Pigmenti ad acqua su intonaco (36 × 40 cm) 45-79 d.C.Questo affresco raffigura due ragazze.

Giovane ragazze Quella in piedi dietro indossa un foulard rosso e legge attentamente ciò che la sua amica sta scrivendo sul suo tablet.
La ragazza più vicina a noi sembra profondamente assorta, con lo stilo appoggiato alle labbra, mentre riflette su cosa scrivere dopo ciò che ha già annotato sulla sua tavoletta di cera.
Questa scena evoca l'affresco raffigurante la poetessa Saffo.
Questo quadro raffigura due ragazze dell'alta società.
Non solo padroneggiano la lettura e la scrittura, ma hanno anche il tempo libero per dedicarsi alla scrittura, come suggerisce la tavoletta che tengono in mano.
Ciò indica che non hanno bisogno di lavorare, a differenza delle donne delle classi sociali inferiori.
Terentius Neo e sua moglie, Pompei, Casa di Terentius Neo
Affresco - Pigmenti ad acqua su intonaco (65 × 58 cm) 55-79 d.C.Questo ritratto di una coppia di fornai di Pompei si trovava in fondo alla loro esedra, in modo che tutti coloro che passavano per quella stanza potessero ammirarlo.

Terentius Neo È uno dei ritratti più famosi di Pompei, ma anche della pittura romana.
Il modo in cui sono entrambi raffigurati mostra il loro desiderio di essere assimilati ai raffinati aristocratici romani.
La giovane donna, la cui acconciatura sofisticata segue le tendenze dell'epoca, sfoggia orecchini ornati di perle.
Qui si ritrova la rappresentazione intellettuale del quadro della poetessa Saffo, già vista nel precedente ritratto delle due ragazze.
Infatti, tiene uno stiletto vicino alle labbra, mentre con l'altra mano regge delle tavolette di cera per dimostrare che sa leggere, ma anche scrivere, e che non è solo la moglie di un fornaio.
Suo marito è raffigurato con la toga dei magistrati e tiene in mano un rotolo di papiro.

Terentius Neo L'artista non ha cercato di abbellire i lineamenti del fornaio né quelli di sua moglie.
Li ha raffigurati così come erano, ovvero come normali abitanti di Pompei.
Tuttavia, ha dato loro l'aspetto intellettuale e solenne dei membri della classe senatoriale romana, unica concessione fatta dal pittore in questo quadro per abbellire la realtà, probabilmente su richiesta dello stesso Terentius Neo.
Una coppia di semplici fornai che sono così diventati aristocratici con un colpo di pennello.
Un successo comunque, perché sicuramente nessuno di loro avrebbe mai immaginato la fama che avrebbe avuto il loro ritratto duemila anni dopo!
Donna e paesaggio, Ercolano
Affresco - Pigmenti ad acqua su intonaco (50 × 31 cm) 45-79 d.C.Questo affresco ritrovato a Ercolano ci presenta sia il ritratto di una donna raffigurata in un medaglione che, sotto di lei, un paesaggio.

Medaglione Paesaggio La parte inferiore dell'affresco è danneggiata, il che rende difficile identificare il paesaggio raffigurato.
Si intravede tuttavia una costruzione che potrebbe essere una casa o addirittura un santuario, date le sue dimensioni notevoli, chiarendo così il simbolismo del medaglione.
Infatti, la giovane donna raffigurata tiene in mano un piatto pieno di frutta, il che potrebbe evocare un'offerta destinata alle divinità del tempio in questione.
Alcuni hanno ipotizzato che si tratti di una domestica, dato che tiene in mano un piatto.
Tuttavia, questa teoria ci sembra poco probabile.
Perché rappresentare una serva in un medaglione sopra un paesaggio?
Riteniamo che sia più logico considerare che la frutta sia un'offerta per gli dei del tempio.
Vecchio seduto, Stabiae, Villa di Arianna
Affresco - Pigmenti ad acqua su intonaco (32 × 33 cm) 54-69 d.C.
Vecchio seduto Questo affresco, ritrovato nella Villa di Arianna a Stabiae, a circa cinque chilometri da Pompei, raffigura un anziano seduto.
È raffigurato a torso nudo.
Tuttavia, non sembra essere completamente nudo, ma il cattivo stato della parte inferiore dell'affresco non permette di distinguere l'indumento che potrebbe coprire la parte inferiore del suo corpo.
La sua vecchiaia è attestata dal bastone che tiene in una mano, un bastone che lo aiuta a camminare.
Anche i suoi capelli e la sua barba bianca sottolineano la sua età.
Il suo sguardo sembra perso nei suoi pensieri, a meno che non stia guardando qualcosa che si trova in lontananza.
Questo anziano ricorda anche un filosofo.
Ritratto di un anziano, Pompei, Casa del Citarista
Affresco - Pigmenti ad acqua su intonaco (37 × 36 cm) 55-79 d.C.
Ritratto di anziano Questo ritratto di un vecchio dalla folta barba bianca potrebbe essere quello di un poeta o di un filosofo.
Il suo abito drappeggiato, che ricorda l'himation dell'antica Grecia, è indossato a contatto con la pelle.
La presenza della corona di edera, oltre all'himation, fa pensare che si tratti di un poeta o filosofo greco.
Il suo sguardo è penetrante, guarda dritto davanti a sé in modo volitivo.
La sua bocca, lungi dall'essere sorridente, mostra anch'essa determinazione.
Questo poeta o filosofo greco è raffigurato in un medaglione su uno sfondo rosso tipico di Pompei.
Ritratto di un giovane di profilo, Pompei, Villa di Cicerone
Affresco - Pigmenti ad acqua su intonaco (25 × 25 cm) 50-79 d.C.Questo affresco si differenzia dagli altri ritratti ritrovati a Pompei.

Ritratto di un Giovane di profilo Il giovane raffigurato è infatti presentato di profilo.
Inoltre, sta osservando un uccellino verde proprio davanti a lui.
La corona che gli circonda il capo potrebbe riferirsi a un poeta, ma, data la sua giovane età, potrebbe anche essere quella di un giovane atleta appena incoronato dopo una vittoria.
Da notare il gioco di luci che illumina il suo volto.
La luce che illumina la scena dalla destra del medaglione dà rilievo al profilo sottolineando la sua fronte, il suo naso e persino la sua guancia.
Questo uso del chiaroscuro è di una modernità impressionante per un affresco risalente a quasi duemila anni fa.
Ritratto di un giovane coronato, Area Vesuviana
Affresco - Pigmenti ad acqua su intonaco (24 × 24 cm) 45-79 d.C.
Ritratto di un Giovane coronato Questo dipinto raffigura un adolescente con una ghirlanda di foglie di alloro in testa.
Questa rappresentazione suggerisce o il recente conseguimento di un diploma o la vittoria in un concorso di poesia.
La sua giovane età rende infatti improbabile che si tratti della rappresentazione di un atleta trionfante.
I suoi occhi spalancati non corrispondono a quelli di un poeta recentemente incoronato, ma ciò non dovrebbe essere considerato un indizio per qualificare questo giovane ragazzo.
I lineamenti rudi del suo viso e i suoi occhi sporgenti sono probabilmente dovuti alla scarsa abilità del pittore che ha realizzato quest'opera.
Giovane uomo con rotolo di papiro, Pompei, Casa del Cenacolo
Affresco - Pigmenti ad acqua su intonaco (18 × 13 cm) 50-79 d.C.
Giovane uomo con un rotolo di papiro Questo dipinto raffigura un adolescente coronato d'alloro, con in mano un rotolo di papiro.
L'importanza della cultura greca nel mondo romano dell'epoca si riflette in questo ritratto di un giovane vincitore.
Il suo rotolo di papiro reca infatti la scritta “ Platone”, il che significa che il suo diploma è relativo agli studi di filosofia.
Sebbene piccolo, questo ritratto testimonia il talento artistico del suo autore.
L'uso del chiaroscuro conferisce grande profondità e una forte presenza al volto di questo adolescente.
Giovane uomo con rotolo di papiro, Pompei, Casa del Cenacolo
Affresco - Pigmenti ad acqua su intonaco (10 × 8 cm) 50-79 d.C.
Giovane uomo con un rotolo di papiro Questo piccolo ritratto, con un diametro di circa sei centimetri nella parte centrale del medaglione, dimostra il talento dell'artista che lo ha dipinto.
Il suo uso del chiaroscuro è infatti perfetto e rende bene l'intensità dello sguardo del Giovane raffigurato.
Questo ritratto si trovava nella stessa casa, la Casa del Cenacolo, del ritratto precedente del Giovane coronato d'alloro.
Si pensa quindi che potrebbero essere fratelli.
Qui si ritrovano gli stessi riferimenti alla cultura greca.
Infatti, sul suo papiro si può leggere il nome di Omero.
Giovane poeta con un rotolo di papiro, Pompei, VI Insula Occidental
Affresco - Pigmenti ad acqua su intonaco (40 × 40 cm) 55-79 d.C.Questo ritratto, scoperto a Pompei nel 1760, si trovava sulla stessa parete di quello raffigurante la poetessa Saffo, che potete vedere nella parte superiore di questa pagina.

Giovane poeta con un rotolo di papiro Entrambi erano dipinti su una parete con fondo bianco, in linea con il quarto stile pittorico delle case di Pompei.
Come nei ritratti precedenti, si tratta di un giovane uomo che indossa una corona, in questo caso di edera, e che tiene in mano anche un rotolo di papiro.
Il sottile uso di luci e ombre dà vita al suo volto.
Si ritiene che non si trattasse di un ritratto, ma piuttosto di un soggetto detto « di genere» raffigurante un vincitore.
Questa ipotesi è rafforzata dalla sua vicinanza alla rappresentazione della poetessa Saffo, che sembra essere anch'essa una figura di genere.
Tiene uno stilo vicino alle labbra e nell'altra mano delle tavolette di cera, per caratterizzare la poetessa.
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