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Afrodite Venere Pudica | Accovacciata | Indecente | Uscita dall'acqua | Severa | Semi-nuda | Trionfante


Afrodite Venere Pudica, Museo Archeologico di Napoli, Italia


Afrodite Venere, tipo Dresda-Capitolino

Scultura - Marmo - II secolo

Afrodite, tipo Dresda Capitolina, Museo Archeologico di Napoli, Italia
Afrodite tipo Dresda
Afrodite, conosciuta anche come Venere, è raffigurata in piedi, nuda, mentre si copre in modo pudico i genitali e un seno.

La dea è appoggiata a una colonna, che rappresenta le profondità dell'oceano che le ha dato vita.

Si vede un polpo attaccato da un delfino, con la bocca aperta del delfino che sta mordendo il corpo del polpo.

Cupido, il figlio di Afrodite con le ali spiegate, cavalca il dorso del delfino.

Si ha l'impressione che abbia appena dato l'ordine al delfino di attaccare il polpo.

La posizione dinamica delle sue braccia e delle sue gambe dimostra infatti che dirige l'azione e la segue attentamente, con la testa inclinata in avanti.

Afrodite, tipo Dresda Capitolina, Museo Archeologico di Napoli, Italia
Afrodite tipo Dresda
Afrodite, tipo Dresda Capitolina, Museo Archeologico di Napoli, Italia
Afrodite tipo Dresda

Afrodite, tipo Dresda Capitolina

Scultura - Marmo - I secolo

Afrodite, tipo Dresda Capitolina, Museo Archeologico di Napoli, Italia
Aphrodite Dresde Capitoline
Questa statua di Afrodite (Venere) è stata realizzata sulla base di un originale greco del III-II secolo a.C. che raffigura la dea in un atteggiamento classico.

Questa rappresentazione di Afrodite è piuttosto simile alla scultura precedente per quanto riguarda la posizione delle mani della dea.

Una delle sue mani copre i genitali, mentre l'altra nasconde parzialmente il seno sinistro.

La posa detta pudica è tuttavia più ambigua qui, poiché, contrariamente alla statua precedente, il palmo della sua mano è abbastanza distante dal seno e lei si tocca il capezzolo con la punta del medio, come se ce lo mostrasse.

Indossa inoltre un braccialetto attorno al braccio sinistro.

Il delfino sostiene e accompagna la dea dell'amore e della bellezza nata dalla schiuma emersa da Thalassa (il mare) per approdare sull'isola di Citera.

Afrodite, tipo capitolino

Scultura - Marmo - Prima metà del II secolo

Afrodite Capitolina, Museo Archeologico di Napoli, Italia
Afrodite Capitolina
Quest'altra statua di Afrodite pudica di tipo capitolino fu realizzata all'inizio del II secolo, ispirandosi a un'opera greca precedente del III o II secolo a.C.

Come le altre Venere capitoline, nasconde i genitali con una mano e si appresta a coprire il seno con l'altra.

La sua posa è invece più naturale, come se fosse stata appena sorpresa, provocando la sua reazione di pudore.

Il suo peplo è posato accanto a lei su una sottile colonna.

È appena uscita dal bagno, ma questa versione di Afrodite non corrisponde più all'immagine tradizionale della dea che emerge dalle onde del mare.

Nelle statue precedenti, questa colonna era sostituita da un delfino.

Afrodite Capitolina, Museo Archeologico di Napoli, Italia
Afrodite Capitolina

Afrodite pudica di tipo capitolino, Ercolano

Afrodite pudica di tipo capitolino, Ercolano, Museo Archeologico di Napoli, Italia
Afrodite pudica
Scultura - Marmo - II secolo

Afrodite (Venere), dea della bellezza femminile che ispira la passione amorosa, era l'unica divinità ad essere spesso raffigurata nuda dagli scultori dell'antichità.

Questa pudica Venere rinvenuta nel sito di Ercolano è un'opera di epoca romana.

Essa riproduce l'atteggiamento e l'acconciatura della Venere Capitolina, riconosciuta come la migliore copia romana dell'Afrodite di Cnido.

L'Afrodite di Cnido (II secolo a.C.) è una splendida copia di un'opera originale di Prassitele.

Afrodite pudica di tipo capitolino, Ercolano, Museo Archeologico di Napoli, Italia
Afrodite pudica
Prachitele era uno scultore greco, noto per le sue statue dai corpi perfetti che hanno portato la bellezza umana al suo apice.

Il suo volto è particolarmente bello.

Esprime la dolcezza e la purezza della dea, che poteva invece mostrarsi tanto crudele quanto affettuosa.

L'estremità del suo peplo, appoggiato su un'anfora, termina con una frangia.

Le mani e i piedi di Afrodite sono di una bellezza straordinaria e dimostrano il talento dello scultore che ha realizzato quest'opera.

Si può rivolgere lo stesso complimento anche per quanto riguarda la chioma e l'acconciatura della dea.

Afrodite pudica di tipo capitolino, Ercolano, Museo Archeologico di Napoli, Italia
Afrodite pudica
Afrodite pudica di tipo capitolino, Ercolano, Museo Archeologico di Napoli, Italia
Afrodite pudica
Afrodite pudica di tipo capitolino, Ercolano, Museo Archeologico di Napoli, Italia
Afrodite pudica
Afrodite pudica di tipo capitolino, Ercolano, Museo Archeologico di Napoli, Italia
Afrodite pudica

Afrodite pudica, Tempio di Apollo, Pompei

Scultura - Marmo - fine del I secolo a.C. — inizio del I secolo

Aphrodite Pudique, Temple d'Apollon, Pompéi, musée archéologique de Naples en Italie
Afrodite pudica a Pompei
Ritrovata nel tempio di Apollo a Pompei, questa Afrodite (Venere) pudica è una copia di un originale greco del IV secolo a.C.

Nasconde i genitali e un seno con un gesto di pudore femminile identico a quello della pudica Afrodite greca realizzata nel 330 a.C. da Scopas di Paros.

La Venere dei Medici del Museo degli Uffizi a Firenze presenta anch'essa la stessa posa.

L'unica differenza è che all'Afrodite di Pompei è stato aggiunto un drappo per sottolinearne il gesto di pudore.

Si ha l'impressione che non stesse uscendo dal bagno ma si apprestasse ad entrarvi poiché il suo peplo è incastrato tra le sue cosce, come se lo avesse appena tolto e, per un riflesso di pudore, avesse avuto appena il tempo di stringere le cosce coprendosi il sesso con la mano.

I suoi lineamenti sono particolarmente delicati e il suo corpo è perfetto.

Afrodite pudica, Pompei

Afrodite pudica, Pompei, Museo Archeologico di Napoli, Italia
Afrodite pudica a Pompei
Scultura - Marmo - fine I secolo a.C. — inizio I secolo

Questa piccola statua di Afrodite pudica è stata anch'essa ritrovata a Pompei.

Purtroppo è piuttosto danneggiata.

Si copre il pube con la sua mano sottile e delicata.

Le mancano le braccia, ma si può immaginare che il braccio destro dovesse coprire il seno sinistro, come nelle sculture di Afrodite pudiche simili a questa.

Questa Afrodite mostra un corpo muscoloso e giovane ed esalta la bellezza della dea.

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