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Religione Dioniso | Iside
Gli affreschi religiosi del culto di Dioniso al Museo archeologico di Napoli
Il culto di Dioniso è legato al vino e all'ubriachezza, e Pompei, dove la cultura della vite era una parte importante della sua prosperità, non poteva che essere debitrice a questo dio.
Il dio greco, Dioniso, fu ribattezzato Bacco tra i Romani.
Le ubriacature e i piaceri che lo accompagnavano fecero sì che Dioniso fosse assimilato alla festa e ai giochi.
Se a questo si aggiungono le baccanti, i sileni e i suonatori di flauto che circondano Dioniso in frenetiche danze, tutto era pronto per farne il dio della dissolutezza e del piacere in tutte le sue forme.
Simboli del culto di Dioniso, Pompei, Praedia di Giulia Felice
Fresco - Pigmenti d'acqua su intonaco (46 × 46 cm) 65-79 D.C.
Simboli del culto di Dioniso Quando questo affresco è stato scoperto, non era incassato nel muro, ma agganciato ad esso con un gancio di ferro.
Ciò significa che all'epoca della Tragedia di Pompei non c'era ancora stato il tempo di inserirlo nella parete.
L'elemento più importante per le sue dimensioni è una piccola scala con quattro gradini alla cui sommità si trovano simboli del culto di Dioniso.
Primo fra tutti, il tamburello, che richiama le danze dionisiache.
Al centro si trova la cista, un cesto di vimini in cui si trova un secondo elemento che rimanda alla musica e alla danza, una cornetta con una pelle di pantera, altro simbolo dionisiaco.
Opportunamente, e posizionato in modo distorto, nella cista si trova anche un calice di vino.

Simboli del culto di Dioniso Un lungo tirso, attributo di Dioniso, che termina con una cono di pino si trova in cima a questo cesto e attraversa l'intera immagine fino al bordo destro della stessa.
Al tirso sono stati attaccati dei nastri.
Un bicchiere d'argento, un skyphos, particolarmente alto, è posto alla destra del cisto.
Sui gradini, c'è una cornice di lauro e una coppia di cimbali, un altro riferimento alla musica.
Infine, in fondo alla scala, l'animale sacro di Dioniso, la pantera, sta attaccando un serpente, con le due zampe che trattengono il rettile.
Vaso dionisiaco Situla, Boscoreale
Fresco - Pigmenti ad acqua su intonaco (77 × 41 cm) 60 d.C.
Vaso dionisiaco Situla L'affresco rinvenuto a Boscoreale raffigura una Situla, un vaso facente parte degli strumenti di sacrificio sia nella culta di Iside che in quella di Dioniso.
La Situla è infatti anche uno degli attributi delle Baccanti e di Dioniso.
Questa è speciale in quanto non è un elemento di culto, ma uno dei trofei che venivano offerti come ricompensa agli atleti vincitori delle competizioni sportive.
La destinazione di questa Situla è rafforzata dal fatto che è rappresentata su un podio, pronta per essere consegnata al vincitore.
Le zampe della pantera fungono da piedi della Situla.
Teste di Sileno barbuto in rilievo decorano i manici del vaso.
Le bende del vincitore sono state appese al bordo della Situla.
Dietro il vaso si trova un tridente decorato con un animale fantastico che ricorda un Draco, un drago con il corpo di serpente.
Sacrificio a Dioniso, Pompei, Insula Occidentalis
Fresco - Pigmenti d'acqua su intonaco (81 × 62 cm) 40-30 d.C.Questo affresco, scoperto a Pompei, raffigura una scena di culto dedicata a Dioniso.

Sacrificio a Dioniso Al centro si trova un piccolo altare dietro il quale cresce un albero sacro sul quale sono stati appesi un tiro e un tamburello.
Dietro l'albero e contro il suo tronco si erge una colonna di legno scanalata.
Un canthar, un vaso sacro con lunghi manici, si trova sull'altare.
Il canthar è un grande vaso sacro contenente vino.
A destra dell'altare si trova un ramo di palma.
Intorno all'albero e alla colonna sono raffigurati due fedeli.
A sinistra, il più alto dei due indossa un lungo tirso e una tunica che gli arriva alle ginocchia.
A destra il secondo fedele è un bambino che indossa una corona di edera e veste una lunga toga.
Anche lui tiene in mano un tirso.
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