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Storia del Palazzo Reale di Napoli in Italia


Il cortile interno del Palazzo Reale di Napoli in Italia
Cortile interno del Palazzo Reale
Nel 1600, il viceré don Ferrante Fernando Ruiz de Castro y Andrada affidò il progetto dell'attuale palazzo reale all'architetto romano Domenico Fontana.

Già nel 1612, il nipote del re, Filiberto di Savoia, poté già abitare in questo nuovo palazzo durante la sua visita a Napoli.

Nel 1616, l'ultimo piano era abitabile e il palazzo fu completato nel 1631.

Nel 1644 furono avviati i lavori per la realizzazione della splendida cappella reale.

Infine, la costruzione dell’imponente scala d’onore del palazzo iniziò nel 1651 e si concluse nel 1666.

Piazza del Plebiscito e il Palazzo Reale a Napoli, in Italia
Piazza del Plebiscito e il Palazzo Reale
Gli spagnoli furono cacciati nel Luglio del 1707 in seguito alla vittoria dell’esercito imperiale austriaco guidato dal conte Daun, che divenne così il primo viceré austriaco di Napoli.

Napoli rimase austriaca per circa trenta anni.

Il 10 maggio 1734, gli austriaci furono a loro volta cacciati da Carlo di Borbone, che scelse Napoli come capitale del Regno di Napoli e di Sicilia.

Al suo arrivo a Napoli, Carlo di Borbone trovò la residenza reale in uno stato di quasi abbandono e volle restaurarla, progettando al contempo di costruire un nuovo palazzo sulla collina di Capodimonte, oggi sede dell'attuale Museo d'Arte di Capodimonte a Napoli.

Il Salone di Ercole del Palazzo Reale a Napoli, in Italia
Il salone di Ercole
Questo perché Carlo di Borbone desiderava un palazzo circondato da giardini, sul modello di quello di Versailles, cosa che purtroppo era impossibile nel contesto urbano del palazzo reale costruito nel 1600.

Nel 1754, la facciata del palazzo reale di Napoli presentava crepe preoccupanti e l'architetto Luigi Vanvitelli fu incaricato di consolidarla.

Le crepe strutturali della facciata del palazzo reale di Napoli erano tali che Vanvitelli decise di murare alcuni degli archi del piano terra del palazzo per evitare di dover ricostruire l’intera facciata che, secondo lui, rischiava di crollare.

Piazza del Plebiscito, il Palazzo Reale e, sullo sfondo, Castel Sant'Elmo e la Certosa di San Martino a Napoli, in Italia
Piazza del Plebiscito e il Palazzo Reale
Per evitare che il piano terra risultasse visivamente troppo massiccio, Luigi Vanvitelli decise di murare un arco su due, creando al contempo una nicchia destinata ad ospitare una statua.

Gli archi che non furono murati furono invece chiusi da alte grate per motivi di sicurezza.

Carlo di Borbone diffidava della folla napoletana; contemporaneamente alla muratura degli archi e all'installazione delle grate, vietò qualsiasi manifestazione festosa e popolare nella piazza situata di fronte al palazzo.

La piazza serviva ormai solo per le esercitazioni e le parate militari.

La camera della regina nel Palazzo Reale di Napoli, in Italia
La camera della regina
Nel Febbraio 1806, il regno dei Borboni su Napoli giunse al termine con l'ingresso delle truppe di Napoleone, diventato re d'Italia.

Napoleone nominò su fratello Giuseppe Bonaparte re di Napoli; già nel 1808, Giuseppe divenne il nuovo re di Spagna lasciando il posto a Giacomo Murat, che divenne così re di Napoli fino al 1815.

Giacomo Murat e sua moglie Carolina Bonaparte, la sorella minore di Napoleone I, decisero di rifare gli arredi interni di gran parte del palazzo secondo i gusti dell’epoca, in stile neoclassico.

Per completare questa nuova decorazione, fecero arrivare dalle Tuileries mobili e oggetti decorativi.

L'ufficio del re Gioacchino Murat nel Palazzo Reale di Napoli, in Italia
L'ufficio del re Gioacchino Murat
Nel 1809, Joachim Murat progettò di ristrutturare la grande piazza situata di fronte al palazzo reale.

I lavori di ristrutturazione della piazza erano appena iniziati quando i Borboni ripresero il potere nel 1815 e catturarono Murat, che fu condannato a morte e fucilato nell'Ottobre 1815.

Ferdinando di Borbone risalì al trono con il titolo di re delle Due Sicilie.

Era stato re di Napoli dal 1759 a Gennaio 1799, poi dal giugno 1799 a Gennaio 1806 prima di diventare nuovamente re.

Piazza del Plebiscito a Napoli, in Italia
Piazza del Plebiscito a Napoli
Fece tuttavia propria l'idea di Joachim Murat di costruire una nuova piazza, sostituendo però l'edificio centrale e laico che avrebbe dovuto trovarsi di fronte al palazzo con una chiesa, quella di San Francesco di Paola.

L'architetto Pietro Bianchi fu incaricato della costruzione di questa chiesa e della piazza.

Bianchi riprese la scenografia di Piazza San Pietro a Roma di Gian Lorenzo Bernini, posizionando la chiesa di San Francesco di Paola al centro di un semicerchio delimitato da una fila di 42 alte colonne, alle quali si aggiungono le sei colonne del pronao della chiesa.

Piazza del Plebiscito a Napoli, in Italia
Piazza del Plebiscito a Napoli
Questa piazza offre una vista spettacolare e si estende su una superficie di 25.000 metri quadrati!

È stata una vista bella e un grande successo architettonico di Bianchi; oggi si chiama «Piazza del Plebiscito» ed è uno dei simboli di Napoli, proprio come il Ponte di Rialto lo è a Venezia.

Nel 1888, il re d’Italia Umberto I decise di far collocare otto statue in marmo dei più importanti re di Napoli in ciascuna delle nicchie del piano terra della facciata, create da Vanvitelli.

Piazza del Plebiscito a Napoli, in Italia
Piazza del Plebiscito a Napoli
Da sinistra a destra, la statua di Ruggero II d'Altavilla (1095-1154), re normanno di Sicilia, scolpita da Emilio Franceschi; quella di Federico II di Hohenstaufen di Svevia (1194-1250) opera di Emmanuele Caggiano, la statua di Carlo I d'Angiò (1227-1285) opera di Tommaso Solari, quella di Alfonso V d'Aragona (1396-1458) scolpita da Achille d'Orsi, la statua di Carlo II di Spagna e anche re di Napoli con il titolo di Carlo V (1661-1700) scolpita su progetto di Vincenzo Gemito, quella di Carlo III di Borbone (1716-1788) realizzata da Raffaele Belliazzi, la statua di Giacomo Murat (1767-1815) di Giambattista Amendola e infine quella di Vittorio Emanuele II di Savoia (1820-1878) scolpita da Francesco Jerace.

Il re Vittorio Emanuele III d'Italia nacque in questo palazzo.

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