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I saloni del Palazzo Reale di Napoli in Italia
La Sala del Corpo Diplomatico o Prima Anticamera di Sua Maestà

Seconda anticamera È in questa sala che venivano conferiti ai notabili di Napoli corone, vesti regali, copricapi, scettri e altri simboli reali.
I suddetti notabili dovevano poi indossare le loro onorificenze durante le cerimonie ufficiali.
Il suo soffitto, dipinto nel 1738 da Francesco de Mura, presenta allegorie delle virtù di Carlo di Borbone e di Maria Amalia.

Seconda anticamera, Belisario Corzenzio I suoi mobili neobarocchi risalgono alla prima metà del XIX secolo.
Le porte di questa sala, come tutte quelle del palazzo, sono state dipinte nel XVIII secolo.
Presentano elementi decorativi dipinti su fondo dorato con motivi grotteschi in stile pompeiano.
Si ritiene che siano state dipinte da A. Dominici.
Seconda anticamera del Palazzo Reale di Napoli
Sul soffitto della seconda anticamera del Palazzo Reale di Napoli si trovano tele di Belisario Corzenzio che rappresentano i «Fastigi militari della casa d'Aragona».
Seconda anticamera, Belisario Corzenzio Vi si possono ammirare «I genovesi che offrono le chiavi della città ad Alfonso il Magnanimo», «L’impegno di Alfonso per il progresso delle arti e delle lettere», «La consegna del vello d’oro a nome del duca di Borgogna», «L’investitura di Alfonso al regno di Napoli da parte di papa Eugenio» e infine « L’ingresso trionfale nella città di Napoli».
In questa stessa sala si può ammirare una grande tela di Massimo Stanzione intitolata «La presa d’abito di Sant’Ignazio».
L’arredamento comprende candelabri, orologi, vasi di bronzo e quattro vasi cinesi, di cui i due più grandi sarebbero stati donati dallo zar Nicola I a Ferdinando II.

Il rapimento di Proserpina di Etienne Lanier
Terza anticamera del Palazzo Reale di Napoli
Nella terza anticamera del Palazzo Reale di Napoli sono presenti due grandi arazzi di Etienne Lanier, realizzati nel 1724 dalla Manifattura Reale francese.Uno di essi raffigura il ratto di Proserpina, che fa riferimento all’allegoria del fuoco.
L’arredamento della sala è composto da mobili e specchi in legno dorato, grandi vasi in porcellana di Sèvres con motivi floreali realizzati da Giovine nel 1842.
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