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Le sculture di atleti, gladiatori e combattenti del Museo Archeologico di Napoli in Italia
Doriforo, Palestra Samnita, Pompei
Scultura - Marmo (213 x 70 x 75 cm) 27 a.C. – 68 d.C.
Doriforo, Pompei Questa statua di un Doriforo proviene dal ginnasio samnita di Pompei.
L'originale, una scultura in bronzo denominata «il portatore di lancia» fu realizzata nel 440 a.C. dallo scultore greco Policleto.
Questo portatore di lancia rappresentava probabilmente Achille e fu chiamato «canone» poiché corrispondeva alle regole di costruzione rispettando i diversi rapporti tra le diverse parti di un corpo.
Secondo Cicerone, Lisippo stesso affermava di aver imparato la scultura studiando il Doriforo di Policleto e gli antichi consideravano Policleto superiore a Fidia.
Questo Doriforo ritrovato a Pompei ed esposto al Museo Archeologico di Napoli è la più bella copia che ci sia giunta.

Doriforo, Pompei La statua presenta un “contrapposto”, ovvero l’inclinazione dei fianchi corrisponde a quella delle spalle, con la testa rivolta verso il lato opposto alla gamba libera, che è leggermente piegata, mentre il braccio destro è teso.
L’altra gamba è tesa, mentre il braccio sinistro è piegato per reggere la lancia.
Con la sua statua, Policleto voleva rappresentare l’armonia ideale dell’uomo greco, dotato sia di un bel corpo che di un’anima nobile.
La presenza di questa statua nella palestra di Pompei aveva lo scopo di ricordare ai giovani aristocratici della città che facevano parte del mondo classico e dovevano condividere gli ideali della cultura ellenica di cui i Romani si sentivano eredi.
Corridori, Villa dei Papiri, Ercolano

Corridori, Ercolano Scultura - Bronzo, avorio, osso (altezza 118 cm) I secolo a.C.
Le statue di questi due splendidi giovani corridori si trovavano nella villa dei Papiri a Ercolano.
Dalla loro posizione si vede che sono pronti a lanciarsi, è l'istante cruciale della partenza della corsa che li vedrà opposti l'uno all'altro.
I loro sguardi confermano questo momento.
Si osservano, uno gira leggermente la testa per scrutare il suo avversario e l'altro ha il corpo rivolto verso di lui.

Corridori, Ercolano La disposizione delle due statue nel Museo Archeologico di Napoli conferma questa ipotesi.
Stiamo per assistere alla partenza, la loro tensione è palpabile, la concentrazione dei due atleti è totale e si percepisce sia nei loro sguardi che nei loro muscoli tesi per la corsa che sta per iniziare.
I loro toraci sono piegati in avanti, i talloni delle gambe posteriori sono sollevati, la posizione delle loro braccia è quella dei corridori: sono pronti a partire al segnale di partenza.
Gladiatore morente, Collezione Farnese
Scultura - Marmo (Altezza 191 cm) II secoloQuesto giovane e bello gladiatore è stato ferito a morte. La sua nudità ci mostra un corpo muscoloso e perfetto.

Gladiatore morente Due ferite profonde sono visibili nella parte superiore del torace.
Il sangue che sgorga da ciascuna di esse scorre abbondante lungo il torace e fino alle cosce.
Lo si vede allo stremo delle forze, riesce a malapena a reggersi in piedi e non è più nemmeno in grado di sollevare la spada.
Si ha l'impressione che la sua mano sinistra, da cui deve essere scivolato via lo scudo, sembri tremare, con le dita aperte e stranamente piegate.
La sua bocca socchiusa rivela la difficoltà che ora ha a respirare.
Il suo sguardo si perde in lontananza, è disperato, è l'istante che precede la sua morte e lui sa già che non potrà sfuggirle.
Guerriero ferito alla coscia, Collezione Farnese
Scultura - Marmo (Altezza 195 cm) II secoloQuesto giovane e bel guerriero, nudo tranne che per la clamide legata al collo, è stato ferito alla coscia sinistra da cui sgorga sangue.
È difficile capire cosa stia facendo. Si contrappongono due ipotesi.
O sta combattendo e affronta coraggiosamente il nemico puntandogli contro la spada, oppure il nemico è alle sue spalle e lui sta cercando di sfuggirgli.
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