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Le sculture falliche del Gabinetto erotico del Museo Archeologico di Napoli in Italia
Tintinnabulum, fallo a forma di pantera, Ercolano
Scultura - Bronzo - 1-79 d.C.Questa scultura in bronzo è stata rinvenuta a Ercolano.
Raffigura un gladiatore, armato e con l'elmo, che combatte contro il proprio fallo, la cui estremità si è trasformata in una pantera che lo attacca.

Tintinnabulum, fallo a forma di pantera Al di là dell'aspetto grottesco di questa rappresentazione, va ricordato che, presso i Romani, il fallo svolgeva un ruolo protettivo.
Esso fungeva da talismano per allontanare gli spiriti maligni.
Questa rappresentazione è tanto più interessante in quanto mette in scena un «Tintinnabulum», un oggetto utilizzato per proteggersi dai malocchi.
Il suo nome deriva dai campanelli di bronzo che vi erano appesi.
Il fatto che questi campanelli siano qui associati a questo enorme fallo è anche da ricollegare al fatto che, in epoca romana, i prigionieri di guerra che seguivano il carro del vincitore erano obbligati a indossare dei campanelli.
Oltre alla pratica di appendere campanelli al collo dei vinti, il tintinnabulum era anche utilizzato nei negozi e nelle residenze per annunciare l'arrivo di un visitatore.
Nelle case, venivano agitati per allontanare gli spiriti maligni o placare le Mitologia.
Alcuni di questi falli erano anche votivi.
Infine, nella tradizione greca, ripresa dai Romani, il sesso maschile era assimilato a un uccello, da cui le ali che adornano la maggior parte dei falli.
Di seguito sono riportati altri Tintinnabulum ritrovati a Pompei e Ercolano.
Il simbolismo del fallo presso i Romani

Seni e pene Il fallo è stato a lungo considerato la fonte della vita.
Infatti, in molte culture, la procreazione e la fertilità sono diventate simboli di potere e, di conseguenza, di adorazione.
Nelle civiltà egizia, greca e romana, il fallo era presente nei luoghi di sepoltura dei morti.
Era utilizzato come segno di resurrezione, di rinascita.
Ecco perché veniva venerato così tanto il dio Priapo.

Phallus Hic Habitat Felicitas Priapo era addirittura considerato un protettore dei giardini dai ladri.
Questo spiega perché la sua statua sia stata ritrovata in alcune proprietà di Pompei ed Ercolano.
In queste due città sono stati trovati falli sui muri delle abitazioni, sui forni dei panettieri e sulle facciate dei negozi.
Uno di essi recava persino l'iscrizione « Hic habitat felicitas», Qui abita la felicità».
Questo fallo adornava la parete del fornaio della Casa di Pansa a Pompei.
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