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Tiziano (1488-1576) i ritratti di papi e cardinali, l’Annunciazione, Danae, al Museo Capodimonte di Napoli
Tiziano «Danae»
Pittura - Olio su tela (118,5 x 170 cm) 1544-1545Acrisio, re di Argos, aveva appreso da un oracolo che sua figlia Danae avrebbe avuto un figlio che lo avrebbe ucciso.
Spaventato dall’oracolo e desideroso di impedirne l’adempimento, Acrisio costruì una camera di bronzo sotterranea e vi rinchiuse Danae.

Tiziano, Danae Ma Zeus aveva notato la bellezza della fanciulla e riuscì a sedurla trasformandosi in una pioggia d’oro che penetrò da una fessura del tetto, e la fecondò dando vita a Perseo.
Questa versione del mito simboleggia l’onnipotenza del denaro nel sedurre i cuori e aprire le porte più saldamente custodite.
Tiziano ne riprende qui solo una parte.
Zeus è ben rappresentato dalla pioggia d’oro che cade su Danae, ma la presenza di Cupido indica che Danae si concederà prima di tutto e soprattutto per amore.
Il volto di Danae è infatti quello di una donna innamorata e non avida.
Cupido osserva le monete d’oro che cadono, visibilmente senza comprendere ciò che sta accadendo.
Danae è nuda, distesa lascivamente sul suo letto, offerta all’amore di Zeus che la feconderà.
Dalla loro unione nascerà Perseo, che in seguito ucciderà la Gorgone.

Tiziano, Danae Non si può che ammirare il talento di Tiziano nel rappresentare la bellezza di questa giovane donna, che si chiamava Angela.
Angela era l'amante del cardinale Alessandro Farnese, nipote di papa Paolo III.
Proprio come suo nonno, il cardinale Alessandro Farnese era un mecenate appassionato d’arte, e soprattutto di donne, un donnaiolo.
Quando Michelangelo vide questo dipinto, lodò Tiziano per la bellezza dei colori, pur facendogli notare che, a suo avviso, il disegno era debole.
Quando oggi osserviamo questo dipinto, che originariamente si trovava negli appartamenti privati del cardinale Alessandro Farnese, non vi vediamo nulla di particolarmente scandaloso.
Ma quando questo dipinto fu trasferito a Napoli nel 1815 per essere esposto al Museo Reale di Capodimonte, fu oggetto di censura e finì nel gabinetto dei dipinti cosiddetti osceni, ovvero delle opere dai soggetti sconvenienti.
Tiziano «Ritratto di Giovane donna»
Pittura - Olio su tela (84,5 x 73 cm) 1545Anche questo ritratto di una fanciulla fu commissionato al Tiziano dal cardinale Alessandro Farnese.
Una giovanne donna che non è mai stata identificata.

Tiziano, Giovane donna Ma, sapendo che questo ritratto è stato dipinto lo stesso anno di «Danae», che le due giovani donne si assomigliano molto e che entrambe indossano gli stessi orecchini, si ipotizza che si tratti di Angela, l’amante del cardinale Farnese.
Certo, questa volta la giovane donna è magnificamente vestita, ma il suo sorriso e il suo sguardo sono talmente simili a quelli della bella Danae che, pur in assenza di alcuna certezza storica a conferma, è molto probabile che si tratti proprio della stessa Angela.
Il suo volto e la sua bella chioma bionda sono dipinti magnificamente e il suo sguardo è particolarmente intenso.
Non si può che ammirare il talento di Tiziano per il modo in cui ha reso i dettagli del broccato pesante dell’abito e la trasparenza del velo attorno alla manica destra.
Tra le dita della mano destra, la giovane donna tiene delicatamente la pietra preziosa incastonata all’estremità della sua lunga collana, che attira lo sguardo sulla sua vita.
Tiziano «Maria Maddalena»
Pittura - Olio su tela (122 x 94 cm) 1567Tiziano ha dipinto numerose Maria Maddalene penitenti.

Maria Maddalena Ne ha sempre approfittato per spogliarle, pur coprendo loro il seno con una folta chioma, cosa che doveva piacere tanto a lui, noto per la sua attrazione per le donne, quanto ai suoi clienti.
Ma dopo aver dipinto tutte queste sante in modo particolarmente erotico, quella del Museo Capodimonte di Napoli costituisce un’eccezione.
Quest’opera fu realizzata nel 1567, ovvero dopo il Concilio di Trento, che aveva definito nuove regole per la rappresentazione religiosa.
Rispetto alle sue prime Maria Maddalene, per conformarsi alle nuove regole, Tiziano ha quindi aggiunto un teschio su cui è appoggiato il libro sacro e l’abito bianco della giovane donna copre interamente il suo seno.
Lo sguardo estatico di Maria Maddalena e la modellazione del suo volto sono degni delle più belle Maria Maddalene di Tiziano, proprio come la sua splendida chioma riccia che le ricade sulle spalle fino all’altezza della vita.
Tiziano “L’Annunciazione”
Pittura - Olio su tela (281,5 x 193,5 cm) 1557Questa Annunciazione di Tiziano fu dipinta nel 1557 per la chiesa di San Domenico Maggiore a Napoli.
Il Vangelo di San Luca (1,26-38) è l'unico a descrivere l'Annunciazione, l'annuncio fatto a Maria della nascita di suo figlio.

Tiziano, L'Annunciazione L'Annunciazione di Tiziano è in parte conforme alle rappresentazioni tradizionali di questo tema.
Maria è raffigurata nella sua camera, in ginocchio, accanto al letto su cui è posata la Bibbia aperta.
La Vergine è vestita di rosso e blu, con un atteggiamento umile e sottomesso, il capo leggermente inclinato e le braccia incrociate sul petto in segno di assenso.
Come nella maggior parte delle Annunciazioni, Maria è collocata a destra e l’angelo Gabriele a sinistra.
Tra la Vergine e l’angelo si erge un’alta colonna che separa il mondo soprannaturale dal mondo naturale o terreno.
Un mondo soprannaturale e celeste da cui provengono i raggi di luce divina che scendono verso Maria per fecondarla.
L’angelo Gabriele tiene in mano un ramo di fiori bianchi che simboleggiano la purezza verginale di Maria.
La totale assenza di profondità di campo e di prospettiva segna la grande differenza tra questa Annunciazione del Tiziano e le Annunciazioni tradizionali, comprese quelle che egli stesso aveva dipinto in precedenza.
Questa rappresentazione dell’Annunciazione, in contrasto con l’iconografia tradizionale, è il frutto di una profonda riflessione di Tiziano su questo tema.
Per Tiziano, la potenza divina non ha bisogno dell’aiuto della geometria umana per esprimersi.
Tiziano riteneva che il luogo architettonico dell’incontro tra l’angelo Gabriele e Maria diventasse secondario, preferendo ricorrere ai giochi di luci e ombre associati ai contrasti cromatici.
Si nota così che questa Annunciazione mostra angioletti e il Paraclito nella grande nuvola che annulla ogni effetto di prospettiva coprendo interamente la metà superiore del quadro.
Per Tiziano, l’elemento più importante, quello che deve essere più visibile per esprimere il divino, è la luce in mezzo alle nuvole.
Tiziano fu uno dei precursori che osò abbandonare la prospettiva nelle sue Annunciazioni; questo dipinto è uno dei punti culminanti di questo nuovo tipo di rappresentazione.
Tiziano «Pier Luigi Farnese»
Pittura - Olio su tela (111 x 87 cm) 1543
Pier Luigi Farnese Pier Luigi Farnese, nato nel 1503, era il figlio maggiore di papa Paolo III, avuto da Silvia Ruffini, una romana che gli diede quattro figli.
Pier Luigi Farnese e suo fratello Paolo furono legittimati da papa Giulio II, mentre gli altri due furono legittimati da papa Leone X.
Tiziano ha ben rappresentato il carattere di Pier Luigi Farnese mentre posa con orgoglio nella sua scintillante armatura da comandante militare.
Nel 1545 divenne duca di Parma e Piacenza, ma per poco tempo.
Fu infatti assassinato nel 1547 a seguito di una congiura guidata da Don Ferrante con il consenso di Carlo V.

Tiziano, Filippo II
Tiziano «Filippo II, re di Spagna»
Pittura - Olio su tela (187 x 98,5 cm) 1554
Tiziano ha dipinto il re di Spagna Filippo II in piedi, in una posa regale che esprime le qualità di un sovrano, al tempo stesso severo e sereno.
Indossa la collana dell'Ordine del Toson d'oro.
Non si può che ammirare la grande qualità con cui Tiziano ha rappresentato i sontuosi abiti del re.
In particolare la pelliccia e i riflessi blu del velluto della giacca.
Tiziano «Papa Paolo III a capo scoperto»
Pittura - Olio su tela (113,7 x 88,8 cm) 1543
Tiziano, Paolo III a capo scoperto Questo magnifico ritratto di papa Paolo III fu realizzato da Tiziano in occasione del suo incontro con l'imperatore Carlo V, avvenuto a Bologna nel 1543.
Papa Paolo III è seduto, in posa di tre quarti, e guarda con intensità, mentre la sua bocca accenna a un vago sorriso.
L’intelligenza, ma anche la prudenza, se non addirittura la diffidenza, si leggono sul volto di quest’uomo che non doveva essere facile da convincere.
Il fatto che non indossi il berretto papale in questo ritratto potrebbe essere interpretato come un segno di umiltà; tuttavia, ci mostra ostentatamente la sua mano destra, adornata dall’anello che simboleggia il suo potere papale, appoggiata ben distesa su una borsa che porta alla cintura.
Tiziano «Il papa Paolo III con i nipoti Alessandro e Ottavio Farnese»
Pittura - Olio su tela (202 x 176 cm) 1545-1546Tiziano ha magnificamente dipinto la malizia sul volto del vecchio papa Paolo III, la cui mano destra stringe il bracciolo della sedia e mette in risalto l’anello che permette di apporre il sigillo del potere papale sui documenti ufficiali.

Paolo III e i suoi nipoti Il cardinale Alessandro Farnese è in piedi e ci guarda con aria seria, mentre tiene il pomello della sedia del papa, quasi a affermare le sue ambizioni papali.
Al contrario, Ottavo Farnese si inchina umilmente davanti a Paolo III, che lo guarda maliziosamente intuirne le ragioni della sua sollecitudine nel baciare l’anello papale.
Egli spera di diventare duca di Parma e Piacenza in successione al padre, poiché il suo futuro è incerto.
La composizione del dipinto si basa essenzialmente sui giochi di luce e ombra e sui contrasti cromatici, al fine di guidare lo sguardo dello spettatore verso il soggetto principale: il papa.
Il talento di ritrattista di Tiziano ha saputo esprimere i caratteri dei tre personaggi: un vecchio astuto, consapevole del proprio potere, circondato dai suoi ambiziosi discendenti.
Alessandro spera di sedersi a sua volta sul trono papale e Ottavio vuole recuperare il ducato di suo padre, Pier Luigi.

Paolo III con il berretto papale
Tiziano «Il papa Paolo III con il berretto papale»
Pittura - Olio su tela (105 x 80,8 cm) 1545-1546La malizia e l’intelligenza si leggono sul volto di papa Paolo III in questo splendido dipinto di Tiziano.
Come negli altri ritratti realizzati da Tiziano, il papa è attento a mostrarci la sua mano destra su cui si trova l’anello papale.
La sua età traspare solo dalla barba bianca e dal fatto che sia leggermente curvo, poiché la vivacità del suo sguardo, perfettamente colta da Tiziano, è ancora quella di un uomo giovane.
Tiziano «Il cardinale Alessandro Farnese»
Pittura - Olio su tela (97 x 73 cm) 1545-1546Alessandro Farnese era il figlio maggiore di Pier Luigi Farnese, che a sua volta era il maggiore dei quattro figli di papa Paolo III.
Alessandro fu nominato cardinale da suo nonno all’età di 14 anni. Quando tutto rimane in famiglia, tutto è possibile!

Alessandro Farnese Le sue doti diplomatiche gli valsero il soprannome di “Grande Cardinale”.
Riuscì, tra l’altro, a negoziare la pace tra Carlo V e Francesco I.
Indossa un paio di guanti di pelle marrone che non sono quelli del cardinale, ma quelli dell’uomo che gestisce gli affari del mondo: il suo atteggiamento è al tempo stesso civile e religioso.
La religione gli è servita soprattutto a consolidare il proprio potere e accrescere la propria fortuna.
L’intelligenza traspare dal suo volto, e Tiziano ha saputo cogliere perfettamente la vivacità del suo sguardo osservatore.
Per il resto, la sua reputazione di grande amante delle belle donne trova conferma nel dipinto «Danae», da lui commissionato a Tiziano, poiché la modella completamente nuda raffigurata come Danae non era altro che la sua amante, la cortigiana Angela.
A suo merito, va tuttavia aggiunto che fu un grande mecenate nel campo dell’arte, proprio come suo nonno, che fu all’origine della favolosa collezione Farnese, la quale costituisce gran parte dei dipinti esposti al Museo Reale di Capodimonte.
Tiziano «Ritratto del cardinale Pietro Bembo»
Pittura - Olio su tela (114 x 97 cm) 1545-1546Quando Tiziano realizzò questo ritratto del cardinale Pietro Bembo, questi aveva già 74 anni, ovvero due anni prima della sua morte.

Cardinale Pietro Bembo Bembo era un letterato e un poeta; era figlio di un senatore veneziano inviato a Firenze, dove aveva frequentato Lorenzo il Magnifico, Angelo Politiano e Pico della Mirandola.
Fu nominato cardinale da papa Paolo III nel 1539.
Tiziano lo dipinse seduto di fronte a un paesaggio in lontananza, con un libro aperto nella mano sinistra e l’avambraccio destro appoggiato sul bracciolo della sedia.
La sua mano destra pende elegantemente dall’estremità del bracciolo mostrando il suo anello cardinalizio.
Il suo volto emaciato tradisce la sua età, ma il suo sguardo è quello di un pensatore che ha conservato tutte le sue capacità intellettuali.
La posizione di Pietro Bembo sulla sedia è tipica dei ritratti del Tiziano, che anche in questo caso gioca con i giochi di luce e ombra per valorizzare al meglio il soggetto.
Tiziano «Ritratto di Carlo V con il Toson d'oro»
Pittura - Olio su tela (98 x 71 cm) 1549L’imperatore Carlo V è qui raffigurato da Tiziano, vestito nel modo più semplice possibile.
È vestito di velluto nero impreziosito da un semplice colletto bianco, ben lontano dai magnifici broccati dei ritratti classici di re e imperatori, lui che regnava su un immenso impero «dove il sole non tramontava mai».
Il suo rango è semplicemente suggerito dalla collana dell’Ordine del Toson d’oro che porta al collo.

Tiziano, Carlo V Il suo volto è mite e sembra un uomo tranquillo, quasi ordinario, mentre ha trascorso gran parte della sua vita in guerra.
Ma ha finito per sentirsi stanco, disilluso, deluso dai suoi fallimenti, tra cui la guerra contro la Francia e la sua incapacità di combattere il luteranesimo, nonostante avesse sempre sognato di creare un impero alla guida di una cristianità unita.
Una perdita di interesse per la sua carica, che traspare già da questo ritratto in cui, pur guardandoci, sembra assente, con la mente altrove.
A tal punto che, poco più di sei anni dopo questo ritratto di Tiziano, il suo disinteresse sarà tale da spingerlo ad abdicare di propria iniziativa a favore del fratello, Ferdinando I.
Un dipinto in cui Tiziano ha saputo cogliere mirabilmente la personalità di Carlo V, rendendolo un ritratto quasi premonitore della sua abdicazione a favore del fratello e del figlio, e del suo ritiro in un monastero spagnolo per trascorrervi il resto dei suoi giorni.
Artisti Palazzo Giardini | Bellini | Botticelli | Bronzino | Brueghel | Canova | Caravaggio | Gentileschi | Giambologna | Giordano | Greco | Lotto | Luini | Mantegna | Masaccio | Masolino | Michelangelo | Palma | Parmigianino | Porta | Raffaello | Reni | Tiziano | Van Dyck | Warhol
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