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Le sculture di Jago: Sfinge foetus, Airavata, Container, Ego Laurentius e Integrazione, al Museo Jago di Napoli
Jago «Ego Laurentius»
Scultura - Marmo (39 x 55 x 15 cm) 2007-2022Ego Laurentius è una delle primissime opere di Jago.

Jago, Ego Laurentius Jago si è qui ispirato all'affresco di Michelangelo nella Cappella Sistina, dove la mano di Dio è protesa verso quella di Adamo.
Questo avambraccio e questa mano sono quelli di Jago, che qui ha scolpito la propria mano: un’opera realizzata prima dei 20 anni, che già lasciava presagire il suo eccezionale talento.
Sapendo quanto sia difficile rappresentare le mani, sia per gli scultori che per i pittori, non si può che provare ammirazione davanti a questa mano viva che si protende, e che si apre dispiegando delicatamente le dita.
Jago «Integrazione»
Scultura - Marmo Cattani (24 x 50 x 135 cm) 2022
Jago, Integrazione Questa scultura raffigura un giovane uomo vestito solo con un slip, disteso su un marmo liscio che riflette il suo corpo come la superficie dell’acqua sulla sabbia di una spiaggia.
Quest’uomo, scolpito in marmo bianco e nero , evoca i migranti che attraversano il mare per sfuggire ai conflitti e alle sofferenze.
Si intuisce che il suo lungo e pericoloso viaggio lo abbia sfinito al punto da lasciarlo svenuto sulla spiaggia quando finalmente ha toccato terra.
Non avendo più la forza di rialzarsi, dorme così profondamente da non avvertire l’acqua del mare che ricopre la sabbia della spiaggia.
Jago «Sphynx»

Jago, Sphynx Scultura - Marmo (65 x 50 x 30) 2015
Sphinx è una scultura che raffigura il feto di un felino ancora in gestazione nel grembo materno.
Si protegge la testa tra le zampe, come se non volesse vedere la luce, come se temesse il mondo esterno e preferisse restare nel grembo materno.
Una metafora di alcune delle nostre reazioni di fronte al mondo contemporaneo che ci circonda.
Jago «Airavata»
Scultura - Marmo (100 x 200 x 82 cm) 2015
Jago, Airavata L’elefante bianco Airavata era il re degli elefanti celesti e la cavalcatura del dio indù Indra.
La scultura di Jago raffigura Airavata ancora in gestazione nel grembo celeste, con il cordone ombelicale ben visibile tra le zampe.
Le sbarre sono lì per proteggerlo o per imprigionarlo?
Airavata ha evidentemente perso il suo status celeste diventando una povera bestia in gestazione nell’utero di un’elefantessa rinchiusa dietro le sbarre di uno zoo.
Come per la scultura della Sfinge, Jago ci lascia immaginare la risposta.
Jago «Container»

Jago, Container Scultura - Marmo, pietra di fiume (100 x 200 x 82 cm) 2014
Da un punto di vista simbolico, «Container» è piuttosto simile alle due sculture precedenti.
Non si sa bene se la persona a cui appartiene questa mano abbia scelto di rimanere nascosta, al riparo dagli sguardi e dal mondo, o se sia stata imprigionata, rinchiusa e sfruttata fino alla morte.
È evidente che questa mano appartiene a una persona anziana, più precisamente a una donna con le unghie smaltate di Rosso.
Jago «Muscolo minerale»
Scultura - Marmo, pietra di fiume (60 x 40 x 30 cm) 2017Questo «muscolo minerale», come lo chiama Jago, è stato scolpito da un pezzo di marmo caduto da una cava a strapiombo su un fiume.
Nel corso del tempo, i frammenti di marmo sono rotolati giù dalla montagna e sono stati infine arrotondati e levigati dall’acqua e dall’attrito sul fondo del fiume.
Partendo dalla forma nata dall’erosione naturale, pur essendo casuale, Jago ha scavato questo blocco di marmo conservandone l’aspetto e scolpendovi un organo vivente, che nutre la pietra attraverso i vasi a cui è collegato.
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