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Gaspar Adriaensz Van Wittel, detto Vanvitelli, Vedute di Napoli e Roma, Galleria d’Italia a Napoli


Vanvitelli (1653-1736) «Veduta di Napoli con il quartiere di Chiaia vista da Pizzofalcone»

Pittura - Olio su Tela (73,5 x 172,5 cm) 1700

Vanvitelli ci mostra qui una veduta di Napoli risalente al 1700. Una Napoli che da allora è cambiata enormemente, in particolare il quartiere di Chiaia.

Gaspar Adriaensz Van Wittel, detto Vanvitelli, Veduta di Napoli con il quartiere di Chiaia vista da Pizzofalcone, Galleria d’Italia Zevallos a Napoli, in Italia
Vanvitelli, quartiere di Chiaia a Napoli
Il lungomare è il primo elemento che attira l'attenzione.

Da allora è stato notevolmente ampliato per includere spazi verdi e la passeggiata pedonale tanto cara ai napoletani, oltre che ai turisti.

Oggi, il quartiere di Chaia è un luogo alla moda dove si trovano negozi di prodotti di lusso.

Tuttavia, osservando questa veduta di Napoli dipinta da Vanvitelli dalla collina di Pizzofalcone, le dimore e le ville che si estendono lungo la baia di Napoli appartengono già a persone benestanti, come avviene ancora oggi.

In alto a destra, si intravedono il Castello di Sant’Elmo e la Certosa di San Martino, che da allora non sono cambiati.

Vanvitelli (1653-1736) «Veduta di Napoli con il Palazzo Reale, il Largo di Palazzo»

Pittura - Olio su Tela (74,5 x 140 cm) 1706

Questa veduta del Palazzo Reale di Napoli lo raffigura prima che l'architetto Luigi Vanvitelli lo ristrutturasse.

Non bisogna confonderlo con l’autore di quest’opera, il pittore olandese Van Wittel, soprannominato Vanvitelli dagli italiani.

Nato nel 1700 a Napoli, l’architetto Luigi Vanvitelli fu incaricato, su richiesta di papa Leone XIII nel 1754, di rinforzare la facciata del Palazzo Reale, che presentava numerose crepe.

A tal fine, Luigi Vanvitelli murò un arco su due del piano terra del palazzo, integrandovi delle nicchie occupate da statue.

Gaspar Adriaensz Van Wittel, detto Vanvitelli, Veduta di Napoli con il Palazzo Reale, il Largo di Palazzo e le Gallerie d’Italia Zevallos a Napoli, in Italia
Vanvitelli, Veduta di Napoli e del Palazzo Reale
Statue che ovviamente non si vedono in questa veduta del palazzo reale dipinta nel 1706, ben prima di quei lavori.

Oltre al palazzo reale e alla sua facciata, successivamente modificata, la parte più interessante è la piazza che si apre davanti al palazzo, allora denominata “Largo di Palazzo” diventata oggi uno dei principali simboli architettonici di Napoli con il nome di “Piazza del Plebiscito”.

Questa veduta dipinta da Vanvitelli mostra che il Largo di Palazzo, con i suoi numerosi rientri e sporgenze irregolari, era ben lungi dal rendere omaggio all’imponente facciata del palazzo reale.

Si tratta di Gioacchino Murat, maresciallo dell’Impero di Napoleone Bonaparte, di cui aveva sposato la sorella Carolina Bonaparte, diventato re di Napoli nel 1808, che decise di riorganizzare la piazza nel 1809.

Il suo progetto era simile all'aspetto dell'attuale piazza, ad eccezione dell'edificio centrale, che inizialmente avrebbe dovuto essere adibito a funzioni civiche.

Tuttavia, dopo il ritorno al potere dei Borboni, al suo posto fu costruito un edificio religioso: la chiesa di San Francesco da Paola.

In alto a sinistra, si possono vedere il Castello Sant'Elmo e la Certosa di San Martino.

Vanvitelli (1653-1736) «Veduta di Roma con Piazza del Popolo»

Pittura - Olio su tela (56,5 x 109 cm) 1718

Questa veduta di Piazza del Popolo, dipinta nel 1718 da Vanvitelli, è quasi identica a com'è oggi per quanto riguarda i suoi principali elementi architettonici.

Gaspar Adriaensz Van Wittel, detto Vanvitelli, Veduta di Roma con Piazza del Popolo, Galleria d’Italia Zevallos a Napoli, in Italia
Vanvitelli, Roma e Piazza del Popolo
Vi si vedono l’obelisco risalente a 3 300 anni fa, portato a Roma dall’imperatore Augusto, e le chiese gemelle di Santa Maria Montesanto e Santa Maria Miracoli, che si ergono sullo sfondo e delimitano l’inizio del Corso, un'arteria che risale all'antica Roma e che si estende fino a Piazza Venezia.

Questo dipinto di Vanvitelli mostra che l’obelisco alto 24 metri non reca ancora la croce cristiana, installata in seguito sulla sua sommità dal papato come strumento di esorcismo rivolto contro Satana.

La seconda osservazione che si può fare su questa veduta di Vanvitelli riguarda la forma della piazza.

Qui è rappresentata come rettangolare (mentre in realtà era trapezoidale), la cui parte più lunga, di fronte a noi, collega le due chiese.

Nel XIX secolo, l’architetto romano Giuseppe Valadier trasformò la piazza demolendo gli edifici situati a destra e a sinistra del dipinto di Vanvitelli e aggiungendo delle fontane su entrambi i lati dell’obelisco.

E l’architetto francese Louis-Martin Berthault conferì alla piazza la sua attuale forma ellittica, invertendo il suo lato più lungo rispetto alla piazza originaria.

Vanvitelli (1653-1736) «Vista di Roma con Piazza Navona»

Pittura - Olio su tela (63 x 125,5 cm) 1688

Questa veduta dipinta da Vanvitelli nel 1688 ci mostra una Piazza Navona del tutto identica a quella attuale, ad eccezione della facciata della chiesa di Nostra Signora del Sacro Cuore.

Gaspar Adriaensz Van Wittel, detto Vanvitelli, Veduta di Roma con Piazza Navona, Galleria d’Italia Zevallos a Napoli, in Italia
Vanvitelli, Roma e Piazza Navona
La facciata principale della chiesa, che si affaccia su Piazza Navona, fu completamente modificata nel XIX secolo dall'architetto Luca Carmini, su richiesta di papa Leone XIII.

Le sue tre fontane, tra cui quella di Gian Lorenzo Bernini che circonda l’obelisco al centro della piazza, sono rimaste identiche.

Tutti gli altri edifici e chiese che si affacciano sulla piazza hanno conservato il loro aspetto originario, ad eccezione di lievi modifiche apportate dopo la realizzazione di quest’opera di Vanvitelli.

A parte queste piccole differenze architettoniche, gli unici elementi che testimoniano i tre secoli che ci separano da questa rappresentazione della piazza, sono gli abiti indossati dai passanti, nonché le carrozze e le carriette trainate da cavalli dipinte da Vanvitelli.

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