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Caravaggio, «Il martirio di santa Orsola», presso la Galleria d’Italia Zevallos a Napoli, in Italia


Caravaggio, Il martirio di Santa Orsola, Galleria d’Italia Zevallos a Napoli, in Italia
Il martirio di santa Orsola

Caravaggio (1571-1610) «Il martirio di santa Orsola»

Pittura - Olio su tela (142 x 180 cm) 1610

La «Legenda Aurea» di Jacopo da Voragine racconta che santa Orsola trovò la città di Colonia invasa dagli Unni mentre tornava dal suo pellegrinaggio con le vergini che l’avevano accompagnata.

«E quei barbari, con grandi grida, si avventarono sulle pie vergini, che massacrarono tutte, come lupi che si avventano su un gregge di agnelli.

Solo Ursula era ancora viva.

E il principe degli Unni, incantato dalla sua bellezza, le offrì di sposarla per consolarla della morte delle sue compagne.

Ma poiché la santa respinse con orrore la sua proposta, furioso per essere stato disdegnato, la trafisse con una freccia e pose fine al suo martirio.»

Caravaggio, Il martirio di Santa Orsola, Galleria d’Italia Zevallos a Napoli, in Italia
Il martirio di santa Orsola
Caravaggio ha raffigurato questo momento drammatico del “Martirio di Sant’Orsola” nel suo dipinto, in cui il principe degli Unni ha scoccato la freccia a bruciapelo.

Tiene ancora l’arco nella mano sinistra, mentre le dita della mano destra hanno appena lasciato la corda.

Un leggero rivolo di sangue sgorga immediatamente dalla ferita attorno alla freccia che ha appena trafitto il petto di Santa Orsola.

Orsola guarda la sua ferita e non sembra sorpresa da ciò che le sta accadendo, accetta con calma il suo destino di martire ricordando le parole profetiche dell’angelo.

«Un angelo apparve a Orsola per annunciarle che lei e le sue compagne sarebbero tornate a Colonia e lì avrebbero ricevuto la corona del martirio
Giacomo da Voragine, La Legenda Aurea

L'istante della morte di santa Orsola

Caravaggio, Il martirio di Santa Orsola, Galleria d’Italia Zevallos a Napoli, in Italia
Il martirio di santa Orsola
Sembra che tutto sia successo così in fretta, dal rifiuto di Ursula di sposare il principe degli Unni alla reazione rabbiosa di quel barbaro che, senza nemmeno riflettere sul proprio gesto, ha impugnato l’arco e le ha scagliato quella freccia mortale a bruciapelo.

Il principe barbaro sembra lui stesso stupito e sconvolto dall’esito del proprio gesto, guarda la santa che sta morendo come se si pentisse di essersi lasciato stupidamente sopraffare dalla rabbia.

Santa Orsola china il capo e guarda con calma e serenità la freccia che l’ha trafitta, rendendosi conto che è così che si compie il suo martirio annunciato.

Caravaggio, Il martirio di Santa Orsola, Galleria d’Italia Zevallos a Napoli, in Italia
Il martirio di santa Orsola
Raffigurando la vergine Orsola come se fosse incinta, Caravaggio voleva mostrarla metaforicamente mentre muore per rinascere spiritualmente, per raggiungere la santità.

Ha scelto di non dipingerla in agonia, sembra già morta: il suo viso, le sue mani e il suo petto sono pallidi, completamente bianchi.

Questo pallore cadaverico di Orsola è accentuato dal rosso intenso della sua tunica e dal fatto che sia l’unico personaggio del quadro a non trovarsi nella penombra.

La sua morte è esaltata dal candore immacolato della sua pelle che risplende nell’oscurità della scena: Santa Orsola è diventata luce.

Caravaggio, Il martirio di Santa Orsola, Galleria d’Italia Zevallos a Napoli, in Italia
Il martirio di santa Orsola
Questa luce abbagliante si riflette sull’armatura del soldato che osserva la ferita, sorpreso e affascinato, e che sembra accennare a un gesto di compassione.

All’atteggiamento sereno di Orsola, che accetta la propria morte da martire, Caravaggio ha contrapposto la reazione della sua ancella, raffigurata in secondo piano tra l’arciere e la santa.

Ha tentato invano di intercettare la freccia protendendo il braccio destro in avanti per proteggere la sua padrona, e tiene lo stendardo del loro pellegrinaggio cristiano nell’altra mano.

Il martirio di Caravaggio

Caravaggio, Il martirio di Santa Orsola e autoritratto di Caravaggio, Galleria d'Italia Zevallos a Napoli, in Italia
Autoritratto di Caravaggio con Santa Orsola
Caravaggio si è raffigurato in questo dipinto; il suo volto appare dietro la testa chinata di Santa Orsola.

La bocca socchiusa e gli occhi tristi persi in lontananza lo presentano come il testimone impotente di un crimine commesso da un despota, un testimone che muore colpito a sua volta dalla freccia del martirio.

Il volto di Caravaggio ha perso i colori della vita, è il volto di un moribondo rassegnato, mentre quello di Santa Orsola è sereno e luminoso.

Il martirio di Santa Orsola è l'ultimo grande dipinto dell'artista, realizzato appena un mese prima della sua morte.

Caravaggio, Il martirio di Santa Orsola, Galleria d’Italia Zevallos a Napoli, in Italia
Il martirio di santa Orsola
Quando Caravaggio dipinse questa tela, aveva già accettato di tornare a Roma nella speranza di ottenere la conferma della grazia papale promessa, che avrebbe dovuto annullare la sua condanna a morte per l’omicidio commesso durante un duello diversi anni prima, motivo per cui era andato in esilio per sfuggire alla pena capitale.

Caravaggio sperava quindi in questa grazia, tuttavia sapeva che poteva anche trattarsi di una trappola ; questo rischio che aveva accettato di correre doveva suscitare un’angoscia che spiega il modo in cui si è raffigurato mentre affrontava la morte accanto a santa Orsola.

Un autoritratto dal carattere premonitore, dato il mistero che avvolge le circostanze esatte della sua morte, avvenuta poco dopo aver lasciato la nave che lo aveva trasportato da Napoli al porto vicino a Roma.

Lo stile definitivo di Caravaggio

Caravaggio, Il martirio di Santa Orsola, Galleria d’Italia Zevallos a Napoli, in Italia
Il martirio di santa Orsola
Questo dipinto del Caravaggio, che corrisponde all’ultima evoluzione del suo stile, è caratterizzato dall’oscurità in cui sono raffigurati i personaggi, alcuni dei quali sono appena visibili.

L’altro elemento degno di nota riguarda la gamma cromatica particolarmente limitata utilizzata.

Come se la semplicità, per rappresentare al meglio la morte, fosse diventata l'elemento essenziale del discorso pittorico dell'artista.

Una commissione del principe Marcantonio Doria

Caravaggio, Il martirio di Santa Orsola, Galleria d’Italia Zevallos a Napoli, in Italia
Il martirio di santa Orsola
Il dipinto in questione era stato commissionato dal principe di Genova, Marcantonio Doria, il quale aveva probabilmente ospitato l’impetuoso Caravaggio quando questi era stato costretto a fuggire da Roma, dove era attivamente ricercato dopo aver aggredito un notaio.

La figlia di Marcantonio Doria, Anna, aveva preso i voti presso le suore agostiniane di Sant'Andrea delle Dame a Napoli, dove aveva assunto il nome religioso di Orsola, da cui la commissione di Marcantonio Doria a Caravaggio di dipingergli un quadro raffigurante il martirio di santa Orsola.

Caravaggio, Il martirio di Santa Orsola, Galleria d’Italia Zevallos a Napoli, in Italia
Il martirio di santa Orsola
Caravaggio, Il martirio di Santa Orsola, Galleria d’Italia Zevallos a Napoli, in Italia
Il martirio di santa Orsola
Caravaggio, Il martirio di Santa Orsola, Galleria d’Italia Zevallos a Napoli, in Italia
Il martirio di santa Orsola


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