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Il Criptoportico della Neapolis sotterranea di Napoli: una taverna

Criptoportico della Neapolis sotterranea Il criptoportico di Neapolis si presenta come una lunga galleria coperta con arcate composta da cinque spazi distinti con panche di pietra disposte lungo le pareti.
Per molto tempo si è creduto che si trattasse di banconi destinati all’esposizione delle merci e che il criptoportico fosse un’estensione delle botteghe.
Le ultime scoperte contraddicono questa teoria, in quanto hanno evidenziato che queste panche sono inclinate nel senso della loro lunghezza, il che non può corrispondere all’esposizione di frutta e verdura vendute nel Macellum, che rotolerebbero lungo il suddetto bancone.

Criptoportico della Neapolis sotterranea Queste lunghe panche erano in realtà letti triclinari sui quali i Romani si sdraiavano per mangiare.
Nell’antichità romana, la sala da pranzo era composta generalmente da tre letti disposti a forma di “U” attorno al tavolo.
Le panche inclinate del criptoportico sono disposte quasi allo stesso modo.
I cinque spazi sono separati da un porticato, ciascuno dei quali è arredato con due panche in muratura inclinate da un lato e una terza, o più, dall’altro.

Criptoportico di Neapolis Ciò dimostra che questo lungo criptoportico della Neapolis sotterranea non era un luogo destinato alla vendita di merci.
Si trattava infatti di una grande taverna, una Caupona, dove si veniva a bere e a mangiare i piatti serviti sui tavoli disposti davanti ai commensali.
Si poteva così riposarsi e rifocillarsi durante la pausa, e discutere di affari, oppure dissetarsi con gli amici incontrati mentre si facevano le commissioni, comodamente seduti su morbidi cuscini che ricoprivano i letti di pietra.
I piccoli mattoni di queste antiche mura hanno conservato l’eco delle voci latine di quelle vite ormai scomparse.
Le ultime scoperte archeologiche effettuate nella Neapolis

Il Impluvium della Neapolis sotterranea Nel corso degli ultimi anni, è stata scoperta nella zona sud-occidentale una nuova area di notevoli dimensioni.
Vi si trovano, tra l’altro, un’opera idraulica risalente all’epoca greca e un impluvium, un bacino che serviva a raccogliere l’acqua piovana.
Ciò dimostra che questa parte di Neapolis era destinata a un'élite probabilmente legata alla Schola, che si trova nelle vicinanze di questo impluvium.

Salle de la Schola Una Schola fa infatti parte dei reperti rinvenuti in questa zona della Neapolis.
Nell’antichità romana, le Scholæ erano la sede delle corporazioni artigiane o commerciali.
Erano luoghi di incontro professionale, talvolta politico, che potevano avere anche un carattere religioso.
L’importanza delle Scholæ nella vita sociale era tale che esse sopravvissero ben oltre la scomparsa dell’Impero Romano.
Se ne trovano quindi un gran numero a Venezia, dove hanno assunto il nome di Scuole diventando sede di confraternite laiche sotto il patrocinio di un santo protettore.
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