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Il Pio Monte della Misericordia e «Le sette opere di misericordia» del Caravaggio a Napoli, in Italia

Le sette opere di misericordia Sotto il regno di Filippo III di Spagna, la situazione dei poveri a Napoli era diventata catastrofica.
Questi napoletani in condizioni di totale indigenza erano stati abbandonati a se stessi dai successivi viceré spagnoli che governavano la città e le imponevano tasse sempre più elevate, anche sul sale.
Fu così che nel 1601, sette giovani nobili napoletani decisero di fondare una confraternita laica per portare soccorso ai poveri e ai malati bisognosi.

7 opere di misericordia Nel giro di pochi anni, la loro confraternita caritatevole si era sviluppata al punto da consentirgli di realizzare le sette opere della misericordia cristiana.
Decisero allora di costruire una propria chiesa, la chiesa del Pio Monte della Misericordia, consacrata a metà settembre del 1606, quindici giorni prima dell’arrivo di Caravaggio a Napoli.
Alla fine di Ottobre, commissionarono a Caravaggio un grande dipinto che rappresentasse le sette opere di misericordia cristiana con la Vergine della Misericordia, affinché fosse collocato nella loro nuova chiesa.
A tal fine, gli avevano offerto 400 ducati, una somma considerevole per l’epoca.

Le sette opere di misericordia Un'opera che unisse le sette opere di misericordia con la Madonna era tutt'altro che facile da concepire; ma Caravaggio accettò questa sfida senza esitare e, in poco più di due mesi, aveva creato il capolavoro che ancora oggi si può ammirare al Pio Monte della Misericordia.
Stabilitosi a Napoli da poco più di un mese al momento di questa commissione, Caravaggio aveva già potuto constatare la straziante indigenza della popolazione percorrendo le strade della città.
Caravaggio ha ambientato i personaggi delle sette opere in una strada di Napoli

7 opere di misericordia Ciò spiega la sua scelta di collocare le sue sette opere di misericordia proprio là dove si trovava la miseria: in una strada di Napoli.
La scena si svolge di sera, in un vicolo buio, appena illuminato dalle candele tenute in mano da un sacerdote.
Le sette opere di misericordia mostrano le figure principali della miseria del popolo napoletano che occupano tutta la metà inferiore del dipinto, mentre la metà superiore è occupata dalla Vergine che rappresenta la dimensione divina a sostegno dell’amore fraterno dei benefattori.
La Vergine della Misericordia e gli angeli

Le sette opere di misericordia La Vergine si trova nella parte superiore del dipinto, stringendo tra le braccia il Bambino Gesù, che guarda i due angeli alati che si tengono abbracciati per trasportarli formando una culla protettiva attorno ai loro corpi durante la loro discesa nel vicolo dove vanno ad alleviare la miseria umana.
Il talento del Caravaggio ha saputo rappresentare la leggerezza di questi due angeli in pieno volo, con le loro ali frementi, le braccia che si agitano e i loro corpi che volteggiano in un movimento rapido sottolineato dalla splendida svolazzata delle loro vesti.
La Vergine e gli angeli che appaiono nel vicolo, sono l’amore che scende dal Cielo in soccorso del popolo napoletano.

Le sette opere di misericordia Questo spazio divino è pieno di vita e di dinamismo;; ecco la Madonna della Misericordia avvolta nell’abbraccio fraterno dei due angeli che viene a sostenere e ispirare coloro che ne hanno i mezzi, affinché compiano opere di carità per alleviare le sofferenze e dare speranza al prossimo.
La Vergine della Misericordia e questi angeli accorrono in soccorso dei bisognosi incitando i ricchi a venire in loro aiuto e, allo stesso tempo, questo volo celeste sembra fugace, precario, troppo rapido per poter durare.
Come se questa ispirazione divina potesse svanire con la stessa rapidità con cui era apparsa, poiché l’indigenza e le sofferenze distruggono quelle vite che hanno bisogno di aiuto prima che sia troppo tardi, e questo aiuto deve essere garantito nel tempo.
Le sette opere di misericordia corporali

Le sette opere di misericordia Proprio come i sette Giovani nobili fondatori della Confraternita di Pio Monte della Misericordia, la presenza divina della Vergine della Misericordia nel dipinto del Caravaggio è lì per invitare i napoletani a seguire le parole di Gesù nel suo sermone (Vangelo secondo Matteo, XXV, 35-36):
«Perché avevo fame e mi avete dato da mangiare, avevo sete e mi avete dato da bere; ero straniero e mi avete accolto; nudo e mi avete vestito; malato e mi avete visitato; ero in prigione e siete venuti a trovarmi.»
E Gesù aggiunge:
«Ogni volta che lo avrete fatto a uno solo dei miei fratelli più piccoli, lo avrete fatto a me.»

Le sette opere di misericordia Alle sei opere di misericordia del sermone di Gesù, nel XII secolo ne fu aggiunta una settima, tratta dal Libro di Tobia (Tobia 12, 12): seppellire i morti.
All’estrema bellezza e al dinamismo della parte divina della sua tela, Caravaggio riesce allo stesso modo a rappresentare in uno spazio così ridotto le sette opere di misericordia corporale e in un modo altrettanto vivace e dinamico.
Nulla è statico nel suo quadro, tutto è solo azione, ciascuna delle sette opere si compie davanti ai nostri occhi in questo vicolo buio di Napoli.
San Martino veste chi è nudo

7 opere di misericordia In primo piano, un mendicante seduto per terra cerca di rialzarsi; i suoi piedi sono nudi e la schiena livida lascia intravedere la colonna vertebrale e la gabbia toracica.
La sua nudità e il suo atteggiamento sono segno di estrema angoscia, ed ecco che un giovane uomo riccamente vestito gli si avvicina guardandolo con un'aria di compassione mista a tristezza, sfoderando la spada la cui lama brilla nell'oscurità.
Questo nobile Giovane, vestito di velluto e con guanti di pelle e un cappello ornato da un'ampia piuma, non rimane indifferente all'angoscia e alla nudità di quest'uomo che mendica e la sua reazione è immediata.
Con l’aiuto della spada, taglia il proprio mantello in due e ne dona metà al mendicante, la cui mano tesa stringe già il tessuto.
Caravaggio ha qui riprodotto il gesto di San Martino di Tours.
Questa raffigurazione di San Martino, vestito come un nobile dell’epoca, è un riferimento diretto all’opera dei sette giovani nobili napoletani fondatori della confraternita del Pio Monte della Misericordia.Accogliete gli stranieri e date da mangiare agli affamati

Le sette opere di misericordia Due uomini sono raffigurati uno di fronte all’altro davanti a San Martino; quello a sinistra vuole accogliere a casa sua l’uomo dal volto emaciato affinché possa venire a riposarsi e rifocillarsi, indicandogli con il dito la sua locanda.
Quest’uomo ha i lineamenti tirati e la testa china sotto il peso della stanchezza.
Tiene un bastone da pellegrino e indossa un cappello su cui si distingue la conchiglia di San Giacomo dei pellegrini diretti a Santiago de Compostela, sfinito dal lungo cammino che ha percorso a piedi per arrivare alla fine del suo viaggio.
Anche in questo caso Caravaggio fa chiaramente allusione al Cristo pellegrino.
Date da bere a chi ha sete

Le sette opere di misericordia Tra l’albergatore e il pellegrino di Compostela, si intravede la testa di un colosso vestito alla maniera antica, la cui pelle scura del torace semisvestito si stacca a malapena dalla penombra; alza il braccio tenendo sopra di sé l’osso appena visibile di una mascella d’asino, da cui sgorga acqua che beve avidamente, a bocca spalancata.
Caravaggio ha raffigurato qui Sansone per richiamare l’episodio biblico in cui Sansone uccide i Filistei con una mascella d’asino.
Nel momento in cui stava morendo di sete, Dio gli aveva dato da bere frantumando una roccia da cui era sgorgata l’acqua.
Tutti i personaggi di questo vicolo napoletano sono vestiti secondo la moda dell’epoca di Caravaggio, tranne Sansone, che è un personaggio eroico dell’Antico Testamento.
Date sepoltura ai morti

7 opere di misericordia Dietro a San Martino si trovano due uomini.
Quello a sinistra, con il volto appena illuminato, ma di cui si distinguono la barba e i capelli, è vestito con una semplice camicia e dei pantaloni che arrivano sopra le ginocchia.
Con il busto leggermente inclinato all’indietro e le due braccia tese davanti a sé, sostiene un corpo tenendolo per le gambe.
I due piedi nudi del defunto spuntano dal sudario bianco che avvolge il corpo.
Davanti a quest’uomo, un sacerdote illumina la scena tenendo due candele a braccia tese e guarda il corpo mentre salmodia una litania.

7 opere di misericordia Indossa semplici paramenti liturgici bianchi e svolge il suo ministero con serietà sotto lo sguardo dell’angelo che stende un braccio protettivo sopra l’insieme.
Tutti questi personaggi avvolti dall’oscurità del vicolo sono resi visibili solo dalle candele brandite dal sacerdote che porta loro quella luce che li fa uscire dalle tenebre del mondo terreno rappresentato da quel vicolo.
La luce vince le tenebre scendendo dal cielo dalla Vergine che guarda il Bambino Gesù, il quale guarda l’angelo che a sua volta guarda il sacerdote e la giovane donna che allatta.
Visitate i carcerati e curate i malati
Davanti al corpo del defunto che si sta per seppellire c'è una giovane donna, in parte illuminata dalle candele del sacerdote.
Le sette opere di misericordia All’altezza della sua vita, si intravede una testa che spunta tra le sbarre nere di una grata.
Ha slacciato furtivamente il corpetto e ha scoperto uno dei suoi seni, che offre a suo padre sperando che le guardie della prigione non la sorprendano.
Questo anziano in carcere ha ricevuto la visita di sua figlia, che guarda di sbieco temendo di essere sorpresa e punita per aver sfidato il divieto di dare da mangiare al detenuto.
Coloro che lo sorvegliano lo lasciano morire volontariamente di fame ed è l’unico modo che sua figlia ha trovato per tenerlo in vita.
Due grosse gocce di latte sono cadute sulla barba del vecchio, mentre il corpetto aperto di sua figlia le scende sotto il mento come se fosse un bavaglino per questo sfortunato ridotto a tornare all’infanzia dalla sua condizione di prigioniero affamato.

Le sette opere di misericordia Per illustrare queste opere di misericordia (visitare i carcerati, curare i malati, sfamare gli affamati), Caravaggio ha raffigurato la Caritas Romana, la carità romana.
Il tema della Caritas Romana era molto diffuso nell’antichità e a Pompei sono state rinvenute diverse statuette raffiguranti una ragazza che allatta suo padre.
Questa giovane romana, che si chiamava Pero, allattava al seno suo padre Cimone, che stava morendo di fame in prigione.
Questo atto di carità fu precursore dello spirito della carità cristiana.
Il capolavoro delle sette opere di misericordia

7 opere di misericordia Il genio di Caravaggio ha saputo rappresentare l’eredità spirituale delle sette opere di misericordia integrando il Nuovo Testamento con l’Antico Testamento, l’antichità romana con il Medioevo, il tutto condensato in questa visione della miseria umana, in un’epoca in cui Napoli ne offriva un’immagine lampante di abbandono e disperazione.
Appena collocata sull’altare maggiore della nuova chiesa del Pio del Monte della Misericordia, quest’opera del Caravaggio fu ben presto considerata il bene più prezioso della confraternita.
Alla confraternita erano già state fatte diverse offerte di acquisto per questo capolavoro, a prezzi che arrivavano fino a cinque volte il compenso pagato al pittore.
Tanto che alcuni anni dopo, nel 1613, fu scritto nel suo statuto che questo dipinto non avrebbe mai dovuto essere venduto, a prescindere dal prezzo offerto o per qualsiasi motivo.
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